Messina e il pesce spada

Su quello scoglio leggendario retto da tre colonne, li dove perse la vita eroicamente Colapesce, dove vissero i due mostri marini sconfitti da Ulisse e dove si può assistere al miraggio di Fata Morgana; si erge la città di Messina.

Ed é proprio in quel mare, colmo di miti e leggende, che viene cacciato da secoli lo “Xiphias Gladius”, volgarmente conosciuto come Pesce Spada, in Siciliano “Pisci Spata”.

Antichissime sono le origini della pesca al grande Pesce, le prime narrazioni provengono dagli antichi greci nel lontano II secolo A.C con Polibio che narra dettagliatamente delle tecniche di pesca:

‹‹ In prossimità del porto su varie piccole imbarcazioni a due remi si pongono due uomini, ciascuna per esse. Un solo osservatore da un luogo elevato dirige i movimenti di queste. Su ogni barca, un uomo è ai remi, l’altro – armato di un arpione – sta a prora››.

Le barche venivano costruite ad immagine e somiglianza del Pesce Spada e che venivano cantate delle magiche filastrocche per attirare il pesce verso l’arpione.
Tali filastrocche sono state raccolte dal celebre studioso Giuseppe Pitrè:

“mamassu di pasanu / paletta di pasanu / majassu di stignela / paletta di paenu palé / palé castagneta /mancata stigneta. / Pro nastu vardu pressa da visu, e da terra.”

 L’avvistamento del Pesce Spada avveniva anche da terra, su delle alte rupi come quella di Scilla o alture limitrofe. L’avvistatore gridando o tramite l’uso di bandiere, avvisava le piccole imbarcazioni chiamate ”luntri”, che accorrevano arpionando l’animale.

Anticamente, le imbarcazioni usate erano di due tipi: la “Feluca”, una grande barca con al centro fissato un lungo “albero”, privo di vela, sulla sommità del quale, ” u ‘ntenniere” avvistava il pesce spada; mentre il Luntro, una barca costruita in legno di gelso o quercia, dotata di 4 lunghi remi, accorreva insieme ad altri Luntri per arpionare il grande pesce avvistato.

La attuali tecniche di pesca, tranne per qualche aggiornamento tecnologico, non si sono distanziate particolarmente rispetto all’epoca di Polibio.

Il Pesce Spada è spesso presente nelle cucine dei Messinesi; tra le ricette più interessanti troviamo i famosissimi involtini ripieni di pangrattato, uvetta e pinoli; o l’impanata: una “torta” di dolce pasta frolla fatta con strutto e vino bianco, ripiena di Pesce Spada, pomodoro, capperi e olive.